Andrea Guidoboni

Video reportage

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Milano, presidio davanti al Consolato Usa per l’Iran: attivista si accende sigaretta con la foto di Khamenei

È in corso a Milano, in largo Donegani, un presidio davanti al Consolato degli Stati Uniti per sollecitare un intervento americano a sostegno dei manifestanti anti-governativi in Iran. Una donna attivista compie un gesto diventato simbolico della rivolta: si accende una sigaretta usando la fiamma di una foto del leader iraniano Khamenei data alle fiamme, immagine rilanciata in questi giorni sui social e dai media internazionali.

Milano, un'attivista si accende una sigaretta con la foto di Khamenei in fiamme

A Milano, in largo Donegani, il presidio davanti al Consolato degli Stati Uniti per sollecitare un intervento americano a sostegno dei manifestanti anti-governativi in Iran. Una donna attivista compie un gesto diventato simbolico della rivolta: si accende una sigaretta usando la foto in fiamme del leader iraniano Khamenei, immagine rilanciata in questi giorni sui social e dai media internazionali. Servizio di Andrea Guidoboni (Agtw)

Milano, i cittadini iraniani protestano contro Khamenei davanti al consolato

Agitazioni davanti al consolato dell’Iran a Milano, in via Monterosso 88, dove si sono radunate circa un migliaio di persone, cittadini iraniani contrari all’attuale regime. I manifestanti si sono schierati all’esterno della sede diplomatica scandendo cori per la libertà dell’Iran e contro il governo islamico e teocratico. Durante la protesta sono stati espressi slogan a favore di un cambiamento politico nel Paese e, in particolare, per un ritorno dello Shah di Iran. L’iniziativa si è svolta dav...

Mercosur, a Milano la protesta degli agricoltori contro l'accordo commerciale: «Non vogliamo mance dalla Ue»

Venerdì mattina a Milano la protesta degli agricoltori contro il Mercosur, l'accordo commerciale di libero scambio tra America Latina e Unione Europea che è verrà probabilmente approvato dalla Ue nel pomeriggio del 9 gennaio. Gli agricoltori hanno riempito le strade con i trattori occupando piazza duca d'Aosta: «All'Ue non chiediamo mance, chiediamo la possibilità di ricostruire il settore primario italiano - dichiarano gli agricoltori in merito alle compensazioni economiche che l'Unione ha prev...

Trattori a Milano contro l'accordo Ue-Mercosur: "Noi agricoltori non siamo merce di scambio"

Si è svolta a Milano la protesta degli agricoltori contro l'accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur, approvato venerdì stesso poche ore dopo l'inizio della manifestazione. Gli agricoltori hanno riempito le strade con i trattori, occupando piazza duca d'Aosta: «All'Ue non chiediamo mance, chiediamo la possibilità di ricostruire il settore primario italiano - dichiara uno dei manifestanti in merito alle compensazioni economiche che l'Unione ha previsto per il settore - Le compensazioni che loro vogliono fare con il Mercosur andranno a vantaggio solo dell'industria».

A Linate l'aereo con i feretri delle vittime italiane di Crans Montana: commozione, abbracci e silenzio

Le salme dei giovani morti in Svizzera, nell'incendio della notte di Capodanno.
L’aereo dell’aeronautica militare con le salme di cinque delle vittime dell’incendio di Crans Montana è atterrato a Linate ale 12.45. Ad accoglierlo, il sindaco di Milano Beppe Sala, i presidenti della Lombardia Attilio Fontana, della Liguria Marco Bucci e dell’Emilia Romagna Michele De Pascale, il prefetto di Milano Claudio Sgaraglia, il presidente del...
Andrea Guidoboni

Scontri a Milano tra propal e polizia

Momenti di tensione davanti a Palazzo Marino durante il presidio contro il gemellaggio tra Milano e Tel Aviv. Dopo gli scontri iniziali con le forze dell’ordine a seguito della bocciatura della mozione anti-gemellaggio, circa 5.000 persone si sono messe in marcia da Piazza della Scala attraversando il centro cittadino. I manifestanti hanno chiesto di essere rappresentati dalla classe politica e sostengono che finché così non sarà “bloccheranno tutto”.

Milano, protesta contro sgomberi case popolari. Ilaria Salis: «Tagliate le utenze in inverno»

A pochi passi dalla Prefettura, a Milano, si è riunito un presidio contro le modalità degli ultimi sgomberi di abusivi nelle case popolari. Esposto uno striscione con la scritta “Abitare è un diritto, negarlo è una vergogna”, con il riferimento in particolare all'operazione in via Quarti, al centro delle polemiche dopo che sono stati staccati luce e gas alle famiglie occupanti. In piazza sono scesi, tra gli altri, Unione Inquilini, centri sociali, Comitati delle case popolari e Unione degli studenti.

Milano, Corona: «Se prendono il cellulare a Signorini trovano Sodoma e Gomorra»

«Sono stato più di un’ora a parlare dei reati commessi da Alfonso Signorini, secondo me nel giro di 5 giorni gli busseranno a casa e quando gli faranno la perquisizione gli troverano materiale allucinante. Se prendono il cellulare a Signorini trovano Sodoma e Gomorra». Così Fabrizio Corona dopo essere stato ascoltato per oltre un’ora dai pm di Milano a seguito della denuncia di Alfonso Signorini per revenge porn.
Servizio di: Andrea Guidoboni (Agtw)

Torino, scontri al corteo per Askatasuna: idranti e lacrimogeni in corso Regina Margherita, immagini

Momenti di forte tensione a Torino durante il corteo contro lo sgombero di Askatasuna, con scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. La situazione è degenerata quando il gruppo ha raggiunto corso Regina Margherita, all’incrocio con via Vanchiglia, cercando di avanzare verso la sede al civico 47, appena liberata. A bloccare il passaggio è stato lo schieramento di polizia disposto a protezione dell’area. Nel confronto sono stati impiegati gli idranti e sono stati lanciati lacrimogeni contro gli attivisti. L’intervento ha fermato il tentativo di avvicinamento alla zona presidiata.

Servizio di: Andrea Guidoboni (Agtw)

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AGTW è un'agenzia specializzata nelle dirette video dei principali fatti di cronaca. Tra i nostri clienti: Corriere della Sera, Sky, La7, Mediaset.

Brescia, presidio per la remigrazione al Parco Tarello: 1.300 partecipanti e divieto di corteo aggir

A Brescia si è svolta la manifestazione promossa dal comitato “Remigrazione e riconquista”, convocata al Parco Tarello con l’obiettivo di rilanciare posizioni identitarie contro l’immigrazione clandestina. In origine l’iniziativa era stata annunciata come un corteo, poi vietato dal questore, e trasformata in presidio. Secondo quanto riferito, hanno partecipato circa 1.300 persone arrivate da tutto il Nord Italia, con bandiere tricolori al seguito. I partecipanti si sono ritrovati nei parcheggi di via Sardegna, via Sostegno e via Corsica, per poi muoversi fino al Parco Tarello. Nel tragitto, le realtà identitarie hanno di fatto aggirato il divieto di sfilare, arrivando comunque in forma di percorrenza fino all’area del presidio.
Servizio di: Andrea Guidoboni (Agtw)

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Sala al 56esimo anniversario della strage di piazza Fontana: «È stato un attacco diretto alla nostra democrazia»

Nel ricordo della strage di piazza Fontana, Giuseppe Sala ha definito quella stagione come l’avvio della «strategia della tensione», parlando di «un attacco diretto alla nostra democrazia» e di «un tentativo folle di riportare il Paese ad un passato che la storia ha sconfitto definitivamente». «Qualcuno ci sta provando anche oggi ma noi siamo qui», ha aggiunto il sindaco durante le celebrazioni del 56° anniversario. Sala ha poi ricordato «le tante vittime del terrorismo fascista», quantificando...

Milano: per la prima volta un incontro tra arcivescovo e CGIL alla camera del lavoro

Nella sede della CGIL di Milano si è tenuto un incontro dal forte valore simbolico e umano: l’arcivescovo Mario Delpini ha dialogato con il segretario Luca Stanzione in un momento di riflessione condivisa sul lavoro, la crisi sociale e la dignità delle persone. È la prima volta che un arcivescovo viene accolto nella sede del principale sindacato milanese, segno di un’apertura reciproca tra due mondi spesso percepiti come distanti, ma accomunati da una stessa missione: dare voce a chi non ne ha.

Bandiera israeliana al presidio propal

Durante il presidio pro-Palestina davanti a Palazzo Marino, a Milano, una donna ha attirato l’attenzione dei manifestanti sventolando una bandiera israeliana. Si chiama Cristina, e la sua presenza in un contesto carico di tensione ha generato reazioni contrastanti. Mentre parte della piazza ha percepito il gesto come una provocazione, Cristina rivendica la sua intenzione esponendo la bandiera israeliana con il yellow ribbon, sostenendo essere: “un simbolo di pace”.

Milano, famiglia con tre minori rischia lo sfratto: "La casa è un diritto, il Comune intervenga"

Milano, famiglia con tre minori rischia lo sfratto: "La casa è un diritto, il Comune intervenga"

L'intervento del sindacato Sicet Milano, Unione inquilini e Abitare in Via Padova ferma temporaneamente l'esecuzione dello sfratto: la famiglia, con bambini di 11, 6 e 10 mesi, attende da mesi un alloggio

Cronaca (Milano). Mattinata di solidarietà in Viale Monza 170 a Milano, dove una famiglia con tre figli minori ha rischiato di essere sfrattata per "finita locazione" dopo che il proprietario dell'immobile ha deciso di non rinnovare il contratto e raddoppiare il canone d'affitto. Una situazione che la famiglia, pur avendo sempre pagato regolarmente, non è più riuscita a sostenere.

Sul posto, accanto ai residenti, erano presenti le associazioni Unione inquilini, Abitare in Via Padova e sindacalisti del Sicet Milano.
Il segretario generale Sicet Mattia Gatti ha spiegato:

"Siamo qui perché questa famiglia, con tre minori, ha ricevuto uno sfratto e siamo ormai all'ultimo rinvio. Da mesi attendono un alloggio che il Comune ha già assegnato sulla carta, ma che di fatto ancora non c'è. Chiediamo un rinvio per permettere un passaggio dignitoso da una casa all'altra e, soprattutto, politiche abitative che garantiscano che nessuna famiglia finisca in strada. La casa deve tornare a essere un diritto."

La situazione, ha aggiunto Gatti, "è aggravata da un processo di gentrificazione che investe tutta la zona: famiglie di lavoratori non riescono più a trovare affitti sostenibili".

Presente anche il portinaio dello stabile, che conosce da anni gli inquilini:

"Vivono qui dal 2012, hanno sempre pagato tutto. Solo che, scaduto il contratto, il proprietario ha dato disdetta e subito dopo ha chiesto lo sfratto. Ha raddoppiato il prezzo e loro non potevano più permetterselo."

Grazie all'intervento dei sindacati, l'esecuzione è stata rinviata, così la famiglia potrà restare fino al 13 gennaio.
Gatti conclude:

"Oggi siamo riusciti a ottenere uno slittamento anche per un'altra famiglia in via Leoncavallo. Ma resta la situazione degli sfratti in città."
(Andrea Guidoboni/alanews)

Milano, corteo dell'API in sostegno del popolo palestinese

Milano, corteo dell'API in sostegno del popolo palestinese

In migliaia da piazzale Loreto a Rovereto con l'associazione Palestinesi d'Italia per chiedere pace e attenzione anche ai conflitti dimenticati

Cronaca (Milano). Milano — Migliaia di persone sono scese in piazza oggi a Milano per la manifestazione organizzata dall'API, Associazione Palestinesi in Italia, per chiedere il riconoscimento e il mantenimento di un cessate il fuoco stabile nella Striscia di Gaza. Il corteo è partito da piazzale Loreto nel primo pomeriggio, dove i partecipanti si sono radunati con bandiere, cartelli e cori, per poi dirigersi verso la fermata della metropolitana Rovereto, luogo di conclusione della mobilitazione.

Durante la manifestazione è stata denunciata la situazione umanitaria a Gaza, dove continuano a registrarsi vittime e bombardamenti, nonostante il cessate il fuoco.

Nel corso del corteo è stata richiamata anche l'attenzione sulla guerra in Sudan, evidenziando come il conflitto, pur caratterizzato da gravi violenze e sfollamenti, non goda della stessa visibilità mediatica. È stato sottolineato come sia necessario mantenere alta l'attenzione anche su quei contesti di crisi che raramente trovano spazio nel dibattito pubblico internazionale.

Il corteo ha sfilato pacificamente lungo le vie del quartiere. L'API ha ricordato che l'obiettivo dell'iniziativa è dare voce ai civili palestinesi e ricordare che la solidarietà internazionale deve essere estesa a tutte le popolazioni colpite dalla guerra, senza gerarchie di attenzione.

La manifestazione si è conclusa alla fermata Rovereto, con un appello a proseguire il lavoro di sensibilizzazione e divulgazione. (Andrea Guidoboni/alanews)

Milano, paura e sgomento in piazza Gae Aulenti dopo l'accoltellamento: "Poteva capitare a chiunque"

Milano, paura e sgomento in piazza Gae Aulenti dopo l'accoltellamento: "Poteva capitare a chiunque"

Il giorno dopo l'aggressione ai danni di una donna diretta al lavoro, tra chi parla di insicurezza crescente e chi invita a non generalizzare.

Cronaca (Milano). Il giorno dopo l'aggressione, Piazza Gae Aulenti appare come sempre: vetro, acciaio, corridoi di luce.
Ma qualcosa è cambiato.

Tra chi dice "Non è Milano, è un episodio"
e chi mormora "Sì, ma se fosse capitato a me?", la città resta sospesa tra la voglia di sentirsi aperta e internazionale
e la consapevolezza che l'imprevedibile vive anche nei luoghi apparentemente più sicuri.

Il giorno dopo l'accoltellamento di una donna avvenuto poco prima che raggiungesse il suo ufficio nella zona, l'atmosfera in Piazza Gae Aulenti è apparentemente quella di sempre. La piazza è attraversata da lavoratori, studenti, impiegati e persone sedute ai tavolini. Ma nelle conversazioni, emerge lo smarrimento.

Molti sottolineano una sensazione di vulnerabilità, soprattutto per il fatto che l'aggressione sembra essere avvenuta senza un movente chiaro. Una parte delle persone presenti racconta di aver pensato, guardando il luogo dell'episodio, che sarebbe potuto accadere a chiunque. Si parla di routine spezzate: arrivare al lavoro, scendere dalla metro, camminare come ogni giorno e trovarsi davanti all'imprevedibile.

Allo stesso tempo, non manca chi definisce l'episodio un caso isolato.
Secondo questa posizione, Milano rimane una città con un alto livello di frequentazione e controllo, e l'evento non rappresenterebbe un cambiamento strutturale della sicurezza urbana. C'è chi invita a contestualizzare, evitando letture allarmistiche o narrative emergenziali.

Tra questi due poli — paura diffusa e invito alla misura — si inserisce una riflessione ricorrente:
l'idea che il tema della sicurezza sia diventato fondamentale.

L'aggressione ha riportato al centro argomenti come: il rapporto tra città e percezione individuale dello spazio pubblico, la presenza di situazioni di disagio non intercettate, la richiesta di presenze più visibili (non solo telecamere, ma figure fisiche sul territorio).

Piazza Gae Aulenti, simbolo della Milano contemporanea fatta di vetro, lavoro e movimento continuo, oggi espone una contraddizione:
la città che vuole essere aperta, veloce e internazionale si trova a convivere con la fragilità che un singolo gesto può rendere visibile.
(Andrea Guidoboni/alanews)

Milano, corteo contro il convegno di Sinistra per Israele: "No al riarmo, non ci arruoliamo"

Milano, corteo contro il convegno di Sinistra per Israele: "No al riarmo, non ci arruoliamo"

Organizzato da USB, il corteo parte da Piazza della Scala. In piazza anche insegnanti e personale scolastico: "Stop alla militarizzazione dell'educazione". Il corteo si sposta poi verso Lanza, dove si teneva il convegno di sinistra per Israele

Cronaca (Milano). Milano — In Piazza della Scala, davanti a Palazzo Marino, si è svolto nel tardo pomeriggio il presidio convocato dal sindacato USB contro lo svolgimento a Milano del convegno di Sinistra per Israele. I manifestanti hanno contestato l'evento chiedendo che in città non si ospitino iniziative considerate a sostegno delle politiche militari israeliane.

Alla mobilitazione hanno partecipato anche rappresentanti delle scuole - insegnanti, personale scolastico e collaboratori - che hanno sottolineato la necessità di ripudiare ogni forma di riarmo, con particolare attenzione al mondo dell'istruzione. La preoccupazione espressa riguarda infatti il rischio di una crescente militarizzazione dell'educazione, attraverso progetti, collaborazioni o percorsi formativi che potrebbero normalizzare l'idea della guerra come strumento politico.

Dopo gli interventi in piazza, il presidio si è trasformato in corteo, che ha attraversato il centro cittadino dirigendosi verso la zona di Lanza, dove era in corso la conferenza contestata. Durante il percorso sono stati esposti striscioni e scanditi slogan per chiedere lo stop al riarmo e al sostegno militare in Medio Oriente.

La manifestazione si è conclusa mantenendo l'attenzione sul messaggio principale condiviso dalle realtà presenti:
opposizione alla legittimazione culturale della guerra, nello spazio pubblico e soprattutto nelle scuole.
(Andrea Guidoboni/alanews)
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